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lunedì 31 ottobre 2016

In Acque Profonde - Marco Trianni

Buona settimana e bentornati per la vostra consueta pillola di creatività.
Oggi cari lettori, vi presentiamo Marco Trianni, giovane appassionato di cinema, da poco laureato in Discipline dello spettacolo, e autore dell'ipnotico cortometraggio "You're the blood".



Ciao a tutti! sono nato a Taranto e ho vissuto 12 anni lì e 12 anni a Livorno . Mi sono laureato a Pisa in Discipline dello spettacolo e della comunicazione , questo corto l'ho presentato come tesi di laurea . fare cinema è creare portali , realtà parallele che vanno a sfociare nel surreale . questa è la mia visione , non mi interessa fare cinema per riportare la realtà come già la vediamo , ma per vedere ciò che nella realtà ci è invisibile


 

YOU'RE THE BLOOD, nel suo periodo di gestazione ,è figlio dell’interesse per le realtà insondate e per i turbamenti inconsci dei film di David Lynch e come dice il maestro : “le idee sono simili ai pesci . Se vuoi prendere un pesce piccolo puoi restare nell’acqua bassa. 


Se vuoi prendere il pesce grosso devi scendere in Acque Profonde “. But if you want to catch the big fish, you've got to go deeper. L’idea della sceneggiatura l’ho pescata in acque semi-profonde . si tratta di piccoli momenti di meditazione creativa in cui svuoti la mente e in automatico si riempie di immagini che poi riuscirai a mettere insieme. 

giovedì 5 marzo 2015

Suspensum a Cannes 2015, di Filippo Morelli e Alice Del Corso


Per festeggiare e celebrare l'approdo di Suspensum al Festival di Cannes 2015, riproponiamo il focus su Filippo Morelli (il regista) e Alice Del Corso (sceneggiatrice e in questo caso anche attrice protagonista).

Filippo nasce a Prato nel giugno del 1988.
Pochi mesi dopo, la sua famiglia si trasferisce di nuovo a Livorno, città in cui s’innamorerà perdutamente della regia. Già all’età di 5 anni sogna di avere in mano una telecamera per immortalare il mondo così come lo vede, un luogo magico e tutto da scoprire.


Crescendo, continua a coltivare la sua passione finché nel 2004 partecipa al corso di regia “Silenzio, si gira!” tenuto dal regista Francesco Falaschi.
Nel 2010 partecipa poi a un corso di sceneggiatura e ad uno di regia presso la scuola Vertigo di Livorno.
Nel frattempo scopre anche il suo interesse per gli effetti speciali, e nel 2011 s’iscrive a una scuola 3D a Roma, dove due anni dopo si diplomerà come “Supervisore professionale e realizzatore di produzioni video 3D”.
Attualmente sta lavorando alla realizzazione di sei animazioni concettuali, tre in 3D e tre in 2D, per l’azienda Zanichelli, che saranno parte del libro d’informatica per licei “Computer lab”, in uscita nel 2014.

martedì 26 agosto 2014

Dario Albano: vi racconto i miei corti

Dario Albano, giovane regista livornese, ci racconta come sono nati i suoi due primi cortometraggi: INTERNO NOTTE e PETITS AMIS.
Siamo convinti che sono solo i primi di una lunga serie! 

"Interno Notte": l'idea è nata qualche mese fa durante l'autunno del 2013, mentre ero in camera mia mi venne in mente una strana domanda: "Che cos'è più forte...l'attore o il personaggio?".


venerdì 4 luglio 2014

Chiedilo a un creativo: Filippo Morelli

Questa volta per la nostra consueta rubrica "Chiedilo ad un creativo" abbiamo intervistato Filippo Morelli, nostro caro amico, e regista di Suspensum,  ma non solo! 
(Guarda il profilo Linkedin di Filippo - Clicca qui

mercoledì 14 maggio 2014

Chiedilo a un creativo: Alice Del Corso

Oggi ospitiamo sulle nostre pagine, il breve botta e risposta con Alice Del Corso. (vedi la sua pagina sul nostro sito - clicca qui)
Chi è? Beh, permettetemi due parole in più, perché un po' la conosco.
E' una ragazza con le palle, pronta a tutto per seguire la sua passione creativa.
Per lei abbiamo aggiunto una domanda "bonus", perché da poco la sua (ad oggi...)  più grande "creatura" artistica (il cortometraggio Suspensum) ha finalmente visto la luce.
E' stato proiettato al "Valdarno Cinema Fedic" e presto sarà visibile anche a Livorno.
Io l'ho visto prendere vita alcuni anni fa, ad un corso di sceneggiatura e so quanto tutti i ragazzi che ci sono stati dietro (il regista Filippo Morelli in primis, ma non solo.. non sto a citarli tutti perché se volete saperne di più, dovete visitare la loro pagina ufficiale) hanno dovuto faticare per giungere l'ambito traguardo finale.
Un bell'insegnamento che va tenuto sempre bene a mente: LIVE THE DREAM!
Buona lettura!

Perché Livorno è Artistica?
Non credo ci sia un motivo preciso a renderla così. Livorno è una città d’arte per eccellenza, lo è sempre stata, fin dal suo sbocciare. Non sono soltanto il sole, o il mare, a renderla magica. E’ come se ad ogni boccata d’aria si respirassero idee. Ci sono così tanti pensieri creativi in queste strade, come se la sua latitudine la rendesse una calamita per l’arte. E’ sempre stata piena di pittori, musicisti, attori, registi, scrittori, sceneggiatori. 
Per me è come un vaso di Pandora tutto da scoprire. 


Cosa significa essere un creativo? 
Significa dover tenere duro. La creatività è una gran bella forma di espressione e ognuno può svilupparla a suo modo, ma vivere di creatività è tutta un’altra cosa. Il mestiere del creativo non è così semplice, perché ogni giorno ti trovi a dover fare i conti con diversi problemi: da chi pensa che il tuo non sia un vero lavoro, a chi ti scavalca solo perché ha le raccomandazioni. 
Aggiungerei anche che lo Stato non crede più molto nei suoi stessi creativi, visti tutti i tagli alla cultura che continua a fare, costringendo sempre più giovani a cercare meriti altrove invece che nella loro patria. L’importante comunque, sia che uno abbia o meno la possibilità o il coraggio di andarsene, o di restare, è credere sempre in se stessi e non smettere mai di lottare per ciò che si vuole realizzare. 
Soltanto così, forse un giorno riusciremo a saltare fuori dal mucchio.


Quali progetti hai in mente, e quali sono quelli che sogni di realizzare prima o poi?
Di progetti ne avrei in mente molti. Ho un libro che aspetta di essere finito, un sacco di script su cui lavorare e la sceneggiatura di un lungometraggio nata da un’idea di Filippo Morelli. 
Attualmente con altri ragazzi di Roma stiamo sviluppando la puntata pilota di una web series con effetti visivi 2D e 3D basata sui supereroi. Ognuno ha assunto un suo ruolo e io mi sto occupando della sceneggiatura. Ci sono ancora parecchie cose su cui lavorare, ma confido che riuscirà a vedere la luce in modo che potremo poi proporla a dei finanziatori.
Mi piacerebbe anche molto lavorare a un progetto di fantascienza tutto mio. Chissà, magari un giorno…




Cosa manca a Livorno per essere consapevole della propria ricchezza artistica e creativa?
Livorno è una città controversa. Pronta a criticare le sue manchevolezze, facendo però poco, o a volte addirittura niente, per migliorarle. Io penso che si debba essere sì critici nei confronti del “nuovo”, perché le critiche costruttive aiutano sempre a vedere le cose da un’altra prospettiva per poter migliorare e progredire; ma se a farle sono persone che credono nella creatività e nell'arte, queste dovrebbero appunto avere anche una fase successiva, e cioè quella di rimboccarsi le maniche e cercare di fare di meglio. 
Si fa presto a dire “a Livorno non c’è niente”, se poi siamo i primi a contribuire perché il niente rimanga tale. Si critica gratuitamente chi cerca di fare, senza agire per portare in città la consapevolezza che l’arte non è solo intrattenimento. L’arte è anche cultura, è storia, è lavoro, è futuro. E solo quando i giovani livornesi “inconsapevoli” capiranno questo, Livorno tornerà di nuovo a splendere come un tempo.


Pochi giorni fa il cortometraggio "Suspensum" di cui sei sceneggiatrice, e interprete, è stato proiettato al Valdarno Cinema Fedic. Quali emozioni hai provato? Ti sei sentita ripagata del tanto tempo e sacrifici occorsi per la sua produzione? Quando sarà possibile vederlo anche a Livorno?
Suspensum è un progetto nato nell’inverno del 2011, durante un corso di sceneggiatura tenuto a Livorno. Sapevo che non era una sceneggiatura semplice da realizzare per molti motivi, non avevamo un budget né degli attori che potessero rendersi disponibili per intere giornate. Però nessuna delle persone che ci ha lavorato ha mai smesso di crederci. Ci siamo sostenuti a vicenda, ci siamo arrabbiati, consigliati, aiutati. Ma non ci siamo mai arresi. 

Io e Filippo abbiamo passato molte notti insonni cercando di portare Suspensum alla luce, lavorando sulla sceneggiatura per renderla più a nostra portata (economica), cercando di trovare un incastro per girare fra gli impegni di tutti, tagliando, discutendo, prendendo decisioni. Alla fine però, tutto questo impegno ha dato i suoi frutti e Suspensum è finalmente concluso. Vederlo proiettato su uno schermo cinematografico mi ha dato una delle soddisfazioni più grandi della mia vita. E’ stato come veder camminare qualcuno sulle sue gambe per la prima volta. E’ stato magico. Perché l’arte è proprio questo: anni di sacrifici per un incredibile momento di magia. Solo che quel momento vale tutto il resto, e anche molto, molto di più.
A Livorno lo vedrete presto, il 29 maggio al The Space Cinema di Livorno, Sala 2, ore 21.30. Stiamo ancora cercando sponsor che ci aiutino a raggiungere il budget per coprire tutte le spese di organizzazione. Sarà proiettato anche il backstage con interviste al cast e aneddoti sul progetto. 
Per chi comunque non potesse essere presente quella data, contiamo di replicare anche al Cinema di Castiglioncello mercoledì 4 giugno, sempre alle 21.30.
Quindi spargete la voce, e soprattutto non mancate!

mercoledì 9 aprile 2014

Chiedilo a un creativo: Umberto Vivaldi

Abbiamo deciso di dare piena voce agli Artisti e Creativi di Livorno!

Il primo che si è prestato a questo veloce ma sincero botta e risposta è Umberto Vivaldi, giovane videomaker, (potete trovare la sua pagina sul sito di Livorno Artistica - CLICCA QUI ) che ha già realizzato alcuni cortometraggi.






Perché Livorno è... Artistica?
Perché finalmente esiste una pagina che parla di giovani livornesi che si cimentano nella cultura. Spero che questo progetto possa prendere piede nella nostra città, e che progressivamente possa essere in grado di organizzare eventi culturali a Livorno!

Cosa significa essere un creativo? 
Essere creativi secondo il mio punto di Vista vuole dire mettersi in gioco.
Non solo avere un idea, ma cercare di metterla in atto, di concretizzare un  desiderio, che si può manifestare nella musica, nella regia ed altro. La creatività è tale quando tutti possono vederla, come nella realizzazione 
di un film o sentirla, come nella composizione di una canzone. 
Quando una persona si mette in gioco è creativo anche con pochi mezzi.


Quali progetti hai in mente, e quali sono quelli che sogni di realizzare prima o poi?
Attualmente sto concludendo il mio nuovo cortometraggio "Mi amor".
Abbiamo finito le riprese i primi di Aprile, adesso sto ultimando il montaggio e tra poco avverrà la composizione della colonna sonora (originale)  scritta da Matteo Freschi.
La storia parla  di una ragazza della Livorno dell'800 che dopo aver fatto una seduta spiritica  con la Nonna e la Sorella, viene catapultata nel futuro, l'incontro con un giovane ragazzo dei giorni nostri gli cambierà la vita..
Il corto ha avuto il sostegno per le riprese da parte della Livorno Film Commission, l'intento è quello di farlo partecipare a concorsi nazionali ed esteri e a rassegne cinematografiche indipendenti.
Faremo una prima visione, naturalmente a Livorno in uno dei cinema della città, per dimostrare che è possibile fare un lavoro "decente" anche se giovani e squattrinati! Naturalmente sarete tutti invitati... per avere maggiori informazioni e restare aggiornati sull'evolversi del cortometraggio invito a mettere mi piace sulla pagina ufficiale di Facebook.


Cosa manca a Livorno per essere consapevole della propria ricchezza artistica e creativa?
Livorno ha bisogno di aria nuova e sinceramente spero che a Maggio questo avvenga.
Io personalmente sarei favorevole alla creazione di un festival indipendente del cinema di Livorno, in modo da avere risonanza anche a livello nazionale. Ecco, invece di investire i fondi europei nella creazione di rotatorie (che ce ne sono tante) prenderei una parte di questi fondi per un'idea del genere.
Abbiamo il mare e il sole, dobbiamo trovare modi per attrarre le persone da fuori, copiando anche altre realtà migliori della nostra. Però dobbiamo iniziare a farlo, non è semplice, ci sono tanti  concittadini  che come c'è qualcosa a Livorno, come 10 giorni di effetto Venezia su 365, brontolano...

mercoledì 2 aprile 2014

SUSPENSUM - Intervista (parte#2)

In questa seconda parte dell'intervista dedicata allo staff del progetto cinematografico "Suspensum " , dopo aver conosciuto meglio il regista e la sceneggiatrice concentriamo la nostra attenzione su gli altri membri del team:

Andrea Loreti,  il co protagonista e il responsabile del backstage e marketing che ha creato le locandine. 
Sara Carli è  la preziosissima aiuto regista, nonchè supervisor del marketing.
Paolo Rossi, diplomato al Conservatorio Musicale di Firenze, è invece il compositore delle musiche originali del film.

Bando alle ciance, ecco l'intervista!

ANDREA
Due parole sul tuo personaggio.
Massimo è un ragazzo dall'aria cupa e dai toni misteriosi. Il suo carattere tormentato è la caratteristica portante di questo personaggio. Sembra non avere mai pace, e nasconde dentro di sé una verità molto importante.

Quanto è importante il marketing in un progetto no-profit e zero budget come quello di Suspensum e quali sono le maggiori difficoltà che si incontrano?
ANDREA
La pubblicità per case di produzione amatoriali e progetti a budget zero è vitale ed essenziale. In una società dove solo chi è raccomandato riesce ad andare avanti e dove non viene lasciato molto spazio per i sogni, la pubblicità è la chiave di tutto. Solo appoggiandosi a estranei e amici, e ovviamente anche grazie al web, si può avere una minima speranza di successo, o quantomeno un inizio.
SARA
Secondo me fare pubblicità in un progetto no-profit è fondamentale per farsi conoscere dalle altre persone. Per quanto riguarda le difficoltà, la sfida è proprio questa: farsi conoscere.

E’ stato più difficile trovare le location giuste o trovare il tempo per le riprese?
ANDREA
Diciamo che entrambe sono state complicate allo stesso modo. Prima di cominciare le riprese io e Filippo (il regista) accompagnati anche a volte da Sara (aiuto regia) e Alice (sceneggiatrice/attrice), siamo andati ad ispezionare varie location che si sono distinte tra: parchi, castelli, boschi, spiagge ecc, ma trovare quella giusta èstato veramente complicato, salvo per quelle due o tre che il regista aveva già in mente. Per quanto riguarda il fattore tempo, anche quello non è stato facile da trovare. Io, purtroppo, lavoro sei giorni su sette a orari differenti e trovare un giorno disponibile per le riprese diventa davvero difficile e frustrante, ma non ci siamo lasciati scoraggiare e alla fine siamo riusciti sempre ad avere un'intesa.
SARA
E’ stato molto più difficile trovare il tempo materiale per effettuare le riprese, che le location. Essendo per noi questo ancora un hobby e non un vero e proprio lavoro, trovare dei giorni che coincidessero per tutti non è statofacile.

Quand'è che avete capito di aver superato il punto di non ritorno, il momento in cui vi siete resi conto che Suspensum potevadiventare una realtà?
ANDREA
Sin dal primo giorno di riprese, visionato il materiale girato, non ho avuto dubbi: saremmo arrivati fino in fondo,e lo avremmo fatto insieme. Ho più volte recitato in diversi corti con compagnie differenti, ma nessun progetto è riuscito a prendermi come questo. Non lo so, sarà la storia, il mio personaggio, i toni dark, la complicità del gruppo, ma c'è un insieme dicose che rendono Suspensum il progetto più importante della mia "carriera" di cineasta amatoriale. Spero che il prodotto finito lo amiate come lo sto amando io, e che possa trascinarvi come sta facendo con me.
SARA
Mettiamo in chiaro una cosa: per me Suspensum è stato sin dal primo momento una grande emozione, ma vedere che da quando abbiamo cominciato a promuovere il progetto con trailer/making of, le persone hanno iniziato sempre di più ad apprezzare nostro lavoro, è stata davvero tutta un'altra cosa.



Le domande al Maestro PAOLO ROSSI
Come nasce una composizione?
Una composizione nasce al pianoforte, con un tema principale, che è il leitmotiv, a cui seguono altre piccole cellule musicali, in funzione dell’armonia e a quello che si deve ottenere con la composizione stessa.

Quando è iniziato il tuo percorso musicale?
Avevo sei anni, ho cominciato a cantare nel coro, ero un “pueri cantores”; poi ho continuato il mio percorso musicale con il pianoforte, diplomandomi al Conservatorio Cherubini di Firenze sia in pianoforte che in composizione e direzione d’orchestra.

Da cosa trai ispirazione?
La musica è l’espressione dei sentimenti, per cui il quotidiano è sempre fonte d’ispirazione. Comunque, può nascere anche da un testo letterario (poesia, sceneggiatura ecc.) e da immagini (video, foto).

Cosa ti ha convinto ad accettare questo incarico?
Mettermi alla prova, divertirmi e aiutare dei giovani nella realizzazione del loro primo film.


venerdì 28 marzo 2014

SUSPENSUM - Intervista (parte#1)

"Suspensum" è un mediometraggio, scritto da Alice Del Corso, diretto da Filippo Morelli, con l'aiuto di Sara Carli e interpretato tra gli altri da Andrea Loreti , Alessandro Marciano e Ilaria Belli.
Ho avuto il piacere di intervistare lo staff di questo progetto cinematografico ambizioso, totalmente a "0 budget", che dopo lunghe peripezie presto sarà finalmente visibile.
In questa prima parte dell'intervista ho posto alcune domande a Alice Del Corso (la sceneggiatrice) e Filippo Morelli (il regista, già apprezzato in mini-film come "Alba", scritto da Alice Del Corso, e "Per Sempre", tratto da una mia sceneggiatura).
Ma bando alle ciance, ecco l'intervista:


1) Dovendo etichettare “Suspensum”, in quale genere cinematografico lo inserireste?
FILIPPO
Lo definirei un thriller-horror-fantasy, insomma, una sublime miscela fra questi tre generi.
ALICE
Ho iniziato a scriverlo pensando a un drammatico, senza quasi rendermi conto che la storia stava assumendo anche un forte carattere thriller. La chiave fantasy è nata poco dopo e, quando l’ho inserita, l’ho subito adorata!

2) Le maggiori difficoltà nel realizzare il mediometraggio? Avete mai pensato di mollare tutto?
FILIPPO
Le difficoltà sono molte, ed è difficile stabilire quali siano le peggiori. Una sicuramente è il riuscire a far combaciare le ore libere di ognuno di noi da dividere tra lavoro, che cambia da persona a persona con turni diversi, e i vari altri impegni. Un'altra è la rievocazione storica nel 1600. Avendo bisogno di una location e della scenografia, abbiamo chiesto aiuto ad alcune associazioni: una ci ha negato la disponibilità mentre un’altra, dopo aver inizialmente accettato, poi si è tirata indietro. A mollare comunque non ci ho mai pensato. Mi sono prefisso un obiettivo e ho intenzione di realizzarlo; del resto, le difficoltà sono fatte per essere superate.
ALICE
Considerata la via che ha preso Suspensum, cioè quella di diventare un progetto molto più ambizioso di quello che era al principio, le difficoltà sono esponenzialmente aumentate, senza considerare quelle che già c’erano. In fin dei conti siamo tutte persone normali con dei lavori e degli impegni da portare avanti che ci tolgono molto tempo, e la parte logistica credo sia una delle più difficoltose. Mollare è una parola che nel mio vocabolario non esiste. Abbiamo iniziato e andremo fino in fondo. Il supporto che arriva dal web ci dà tanta forza, e spero che cresca sempre di più. Vogliamo rispettare dei tempi che si sono trascinati fin troppo,e ci stiamo impegnando veramente al massimo.

3) Cosa ne pensate del mondo del cinema, vi piacerebbe farne parte?
FILIPPO
In Italia oggi purtroppo gli investimenti nel cinema sono colati a picco, se si fa un confronto per esempio con il periodo che va dai primi anni cinquanta, fino alla metà degli anni settanta. Diventare regista qui è un’ardua impresa, considerato che in un anno vengono girati circa sessanta film, di cui meno della metà distribuiti in tutta la penisola. Uno quindi potrebbe decidere di buttarsi nel mondo delle serie tv, se non fosse che la qualità di queste ultime a mio parere non c’è. Credo quindi che il mio stile si adatti di più al cinema d’oltreoceano, per il ritmo dei film, del montaggio, e soprattutto per l’opportunità che un regista può avere proponendo generi diversi dalla commedia. Ho visto lavori autoprodotti da videomaker come me che sono veri e propri capolavori, e sto cercando quindi di girare Suspensum seguendo uno stile che esca fuori dagli schemi italiani, perché sono quasi del tutto convinto che qui non verrebbe mai prodotto.
ALICE
Personalmente, studiare sceneggiatura a Roma mi ha aperto gli occhi facendomi rendere conto che è un mondo davvero immenso. Ma se all’inizio ho vissuto degli attimi di panico, poi ho trovato le motivazioni che cercavo. Non esistono sceneggiatori bravi, meno bravi o sceneggiatori cani, esistono le storie. Ed è questo in cui si deve riuscire, far esistere le storie come se fossero parte del mondo reale. Se si è capaci di far questo, di qualsiasi genere si tratti, allora abbiamo centrato il bersaglio. Certo, la tecnica è fondamentale, non lo nego, ma non è la sola cosa indispensabile. Far parte di questo mondo di storie è il mio sogno, e non lo abbandonerò mai.

4) Conta di più il budget o la creatività?
FILIPPO
La creatività s’interrompe dove il budget finisce. Se hai delle belle idee, ma particolarmente dispendiose di tempo e risorse, o hai il budget per realizzarle, o inizi a tagliarle riducendole su scala decisamente minore, solo che non saranno mai più quello che erano inizialmente.
ALICE
Contano entrambe, quando si parla di film. Senza creatività non ottieni una storia che possieda sfumature diverse da tutte le altre; ma dar sfogo alla creatività in alcuni generi può significare anche aumentare i costi, e le due cose purtroppo non vanno quasi mai di pari passo, soprattutto in Italia.

5) Un regista a cui t’ispiri.
FILIPPO 
Guy Ritche, per il suo stile underground, quella fotografia sporca, le inquadrature ricercate e il montaggio dinamico.

5) Uno/a scrittore a cui t’ispiri.
ALICE
Sicuramente Guillermo Arriaga, ma anche Robin Swicord. Traggo molta ispirazione anche dai libri, preferendo i generi fantascienza e fantasy.

6) Chi vi conosce sa che siete molto attenti all’attualità. Questo progetto è anche un modo per dire “noici siamo e vogliamo realizzare i nostri sogni”, in un momento in cui tutto sembra andare a rotoli?
FILIPPO
Il mio pensiero è rivolto ogni giorno ai tanti problemi che affliggono le vite di tutti noi, e a volte ci vuole un grande sforzo per non perdere la speranza di realizzare un sogno, quando tutto intorno a te pian piano cade in pezzi. Il messaggio che voglio lanciare con la realizzazione di questo progetto è: non smettere mai di lottare, e credere sempre nei propri sogni. Non importa quello che gli altri pensano di voi, o se vi credono pazzi fuori dell’ordinario, l’importante è fare una cosa che vi piace, perché se a te piace ciò che hai realizzato, prima o poi piacerà anche a qualcun altro.
ALICE
Intanto è un modo per dire “Eccoci qua!”. Per fare capolino in questo vasto universo che è il cinema, cercando di far sentire la nostra presenza, per quanto esigua. Ma può essere anche un inizio, la crepa che fa entrare un po’ di luce dentro la buia stanza delle opportunità. Ogni giorno siamo instancabilmente bersagliati da proiettili informativi che portano notizie di crisi, fame, morte, e di tagli su tagli. Se tieni accesa la tv più di un quarto d’ora arrivi quasi a credere di non avere nessuna speranza per il futuro, se non quella di comprare a rate un materasso, partecipare al grande fratello, o trovare un giorno il tuo vicino di casa accoltellato sul pianerottolo. Queste sono alcune tristi realtà della vita, ma fortunatamente non sono le uniche.
C’è sempre la possibilità di scegliere cosa fare della nostra vita, se credere nelle proprie aspirazioni, o rinunciarvi perché il mondo intero ti sta gridando che non ce la potrai mai fare. Chiamateci visionari, ma noi abbiamo scelto di crederci. La vita è fatta di scelte, e a un certo punto uno deve scegliere se restare a guardare lapropria esistenza che scorre, o mettersi in gioco e provare a rischiarla per averne una in futuro, fatta di quelli che un tempo erano solo sogni.