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venerdì 6 luglio 2018

I giurati del Livorno Artistica Photo Awards 2018 - Daniele Salvato

Daniele Salvato, nato a Livorno nel 1981, da sempre vive per la creatività.
Scrittore, sceneggiatore e appassionato di fotografia, nel 2013 ha creato Livorno Artistica dando voce a tantissimi artisti di Livorno e organizzando eventi e contest che hanno riscosso grande successo.

Daniele ha iniziato a scrivere sin da piccolo, affinando la sua tecnica e e il suo modo di scrivere che descrive anche in maniera cinica e sarcastica il mondo che lo circonda, ma le prime soddisfazioni nel mondo della scrittura sono arrivati quando ha iniziato a scrivere racconti dell'orrore e la rivista Altrisogni ha pubblicato il suo racconto Soggetto Zero da cui alcuni anni dopo è stato tratto un cortometraggio diretto da Enrico Fernandez, finalista tra l'altro al FIPILI Horror Festival.

lunedì 4 dicembre 2017

Giacomo Tincani - All'Ombra del Mughetto

Bentornati amici della creatività!
Oggi abbiamo il piacere di presentarvi Giacomo Tincani, giovane poeta livornese che ci parla della sua seconda opera "All'Ombra del Mughetto".



Ciao a tutti, mi chiamo Giacomo, ho 23 anni, sono laureando presso la facoltà di Mediazione linguistica dell'UniMi, ho la passione per la musica e la letteratura e qualche giorno fa ho appunto esordito con questa raccolta di 40 poesie, dopo una prima raccolta di poesie in versi liberi "autopubblicata".
Si tratta in particolare di una raccolta di haiku, forma poetica ermetica tipica della tradizione giapponese. Le poesie vogliono essere un omaggio alla cultura giapponese.


L’haiku, componimento tipico della tradizione giapponese, è composto da soli tre versi. In essi l’autore cerca di condensare emozioni e vicende quotidiane, creando così forme dense di significato che toccano temi quali la speranza, l’amore, la disillusione e la caducità della vita . 

Al contempo, traendo forza e immagini dalle molteplici manifestazioni della Natura, l’autore cerca di creare uno spazio familiare in cui coinvolgere il lettore e nel quale possano emergere ricordi e sensazioni.
L’haiku è anche la poesia del viaggio, sia fisico che spirituale, alla ricerca del proprio Io e della mediazione fra arte e vita. 

Il mughetto non fiorisce nobile come la rosa, non è rivolto alla luce come il girasole, non è forte come il giglio e non viene colto come le margherite.
Il mughetto è soltanto la soffice resistenza che incontra il vento fresco che soffia nelle valli. D’un bianco candido, il mughetto medita a capo chino mentre la brezza lo pervade dolcemente con mille racconti.

lunedì 19 giugno 2017

Scrivere, amore e tormento - La passione di Anna Campani

Bentornati amici di Livorno Artistica!
Questa settimana abbiamo il piacere di farvi conoscere Anna Campani. Scrittrice e giornalista.
Leggete cosa ci ha raccontato della sua passione, che come capita per qualsiasi tipo di arte, richiede molto sacrificio ma regala anche grandi soddisfazioni.

“Ama il tuo sogno seppur ti tormenta”. Ho sempre concepito in questo modo la scrittura. Questa frase rappresenta per me, al massimo, quella passione che si è tramutata in vita e esigenza nel corso degli anni. Non ricordo il momento preciso in cui ho capito che vivere senza scrivere sarebbe stato per me impossibile, forse non lo ricordo perché è sempre stato così, da sempre, dal primo respiro. Fin quando da bambina ho cominciato ad esprimere le mie emozioni con bigliettini di carta, scritti a penna con una calligrafia incerta. Perché esprimere quello che sentivo con la parola scritta era molto più facile è lo è ancora.



Quando mi hanno chiesto di scrivere di me, di questa mia strampalata malattia dello scrivere, perché si è veramente una malattia, a volte simile a una febbre passeggera, delle volte così terribilmente uguale a una malattia che ti porta alla morte, sono rimasta qualche giorno a riflettere. Parlare della scrittura è facile, naturale, parlare di me è sempre stato un quasi problema. Non è facile parlare di sé stessi con lucidità, si tende sempre a cercare di piacere alla gente, di attirarla, di scrivere qualcosa di politicamente corretto, privo di sincerità, delle volte. Cercherò di parlare, di scrivere, di me, in modo schietto e sincero, com'è il mio carattere.

lunedì 15 maggio 2017

Dé Bello Tabernae - Michele Gonnella e le risse in chiave comica

Bentornati amici di Livorno Artistica! 
Oggi vi presentiamo Michele Gonnella, scrittore, esperto di arti marziali e... di birra.
Sì, perché il suo primo libro, il manuale di rissa "Dé Bello Tabernae" potrebbe essere molto utile nelle risse delle peggiori bettole del mondo. Un mix tra "Altrimenti ci Arrabbiamo" e "L'Ultimo Samurai".
Tra pratica e teoria. Ma sopratutto tra comicità e serietà...
Seguitelo sulla pagina ufficiale (clicca qui) e leggete cosa ci ha raccontato

Sono livornese di origini garfagnine. Nonostante io sia formato come perito informatico, mi sono sempre trovato meglio in ambiti apparentemente molto meno "quadrati" come la scrittura, le arti marziali e gli assaggi. 


Pratico il combattimento da che sono piccolo: iniziai col Ju-Jitsu per poi passare al Wing Tzun e all'Escrima dopo un breve excursus nella scherma storica. Da queste esperienze e dalle mie radici nasce il mio primo libro di falsa-satira:"Dé Bello Tabernae", un manuale di rissa da taverna alla Bud&Terence, scritto come se l'autore fosse un mio antenato masnadiero del 1600.



lunedì 27 febbraio 2017

Non per soldi, ma per amore - Marco Santini e la sua passione letteraria

Bentornati amici della creatività Livornese! Questa settimana vi presentiamo Marco Santini, scrittore.
Marco è autore di diversi romanzi, crede nella sua passione e ciò gli ha permesso di realizzare il suo sogno. Leggete la sua storia e se volete saperne di più, visitate il suo blog (clicca qui)


Mi chiamo Marco, sono di Livorno e ho 41 anni.
Scrivo da sempre, non c'è un vero e proprio momento in cui ho deciso e mi sono detto: "Da adesso mi metto a scrivere romanzi". 




Sin dai tempi di scuola facevo compiti di italiano chilometrici e inventavo piccoli racconti che purtroppo sono andati persi nei meandri del tempo, ma poi ci fu la svolta: un mio conoscente si prese un nuovo PC e dato che buttava il suo, me lo regalò. 

venerdì 30 dicembre 2016

Un anno d'amore - Michael Marini


Lo dico chiaro e tondo: non sono uno di quelli che si aspetta grandi cose dagli anni a venire. Non sono un tipo che spera nell'anno che venturo, attendendosi eventi stellari o margherite che piovono dal cielo. Per me la vita continua, tutta insieme, senza anni, mesi, giorni. Una corsa inarrestabile verso il giacere del corpo sulla natura.
Però ho da dire che questo 2016, per me, è stato un anno... Non direi significativo, quanto più produttivo. Chi mi conosce potrà dire: “Un anno produttivo? E che avresti combinato?”
Non intendo produttivo dal punto di vista professionale e sociale. Bensì parlo del mio essere.

Sì, dato che questo è stato un anno in cui mi sono lasciato trasportare, strappare, ingoiare per intero dall'amore. Una banalità vero? Un ragazzo che sta cercando d'esser uomo tra le mille peripezie che quest'era ci offre, solo, soddisfatto unicamente da qualche avventura occasionale, prima o poi ci pensa all'amore.

photo by Letizia Ribecai
E quest'anno ho scoperto che sta qui l'errore: considerare amore semplicemente l'avere una compagnia fissa (che poi oggi di fisso c'è bene poco) da parte di un essere umano del sesso opposto.

lunedì 29 agosto 2016

Claudia Baglini e il suo romanzo - Tutta colpa di Martina

Bentornati amici di Livorno Artistica!
Oggi vi presentiamo Claudia, una scrittrice che ha da poco pubblicato un suo romanzo "Tutta colpa di Martina"
Seguitela sulla sua pagina ufficiale facebook (clicca qui) e leggete cosa ci ha raccontato...


Salve a tutti! Tanto per cominciare, un affettuoso ringraziamento agli amici di Livorno Artistica per lo spazio che molto gentilmente mi hanno concesso.
Mi chiamo Claudia Baglini, sono nata nel 1971 e, dopo una laurea in storia dell’arte presso l’Università di Pisa, ho cominciato nel lontano 1997 a lavorare come traduttrice di manga e comics per la casa editrice Panini, un bellissimo mestiere che ho la fortuna di esercitare ancora oggi.





La mia è la tipica generazione di quarantenni bombardati, durante l’infanzia, dalla prima ondata di ormai storici cartoni animati giapponesi quali “Heidi”, “Lady Oscar” e “Goldrake”.
Da piccola li seguivo religiosamente, e per me è stato molto più di un passatempo infantile.
È stato il mio primo, fondamentale allenamento alla costruzione di personaggi a tutto tondo, credibili, forti e profondamente amabili.

lunedì 23 maggio 2016

Attraverso la luce - La poesia di Vincenzo Moggia

Bentornati amici di Livorno Artistica. Abbiamo da poco festeggiato i 3 anni di attività.
Oltre cento artisti sono apparsi su queste pagine, ma non ci fermiamo perché ci sono ancora tantissimi talenti creativi da farvi conoscere. Oggi è il turno del poeta e scrittore, Vincenzo Moggia.
Seguitelo sul suo blog (clicca qui)  e leggete cosa ci ha raccontato di sè.


Un saluto a tutti i lettori di Livorno Artistica e a tutte le artiste e gli artisti presenti! Mi chiamo Vincenzo Moggia, ho 32 anni e sono uno scrittore livornese d’adozione, vivendo qui fin da bambino. 

Oltre alla passione letteraria coltivo molti altri interessi: sto terminando gli studi Magistrali di filosofia della scienza; opero nell’associazionismo culturale, mi occupo di divulgazione scientifica e del pensiero razionalista, storia delle religioni e della spiritualità, ‘tematiche di confine’ (sulle quali mantengo una posizione scettica); amo la letteratura, l’arte a 360° dalla pittura classica alla videoarte sperimentale, le passeggiate tra boschi, colline e borghi medievali, la musica, il cinema (specialmente i vecchi film in bianco e nero)…



 Il primo incontro con la poesia l’ho avuto da ragazzino, tramite le opere di Paul Verlaine, ‘Principe dei Poeti’, ancora oggi tra i miei preferiti. Del 2002 è il mio primo esito, Quaderno blu. 

mercoledì 27 aprile 2016

Livorno rimane, ma il livornese dove va?

Viaggio d'andata/senza ritorno/bella Livorno/mi fermo qui”.
Così recitano alcuni versi di quella poesia intitolata Madame Sitrì, cantata dal nostro concittadino Bobo Rondelli. E ha pure ragione. Perché, ragazzi, guardiamoci bene in faccia, Livorno è bella.
Approvo la filosofia del “Non fermarti, viaggia e scopri”, certamente, non vi dico di dover per forza rimanere a vita fermi e immobili in questa città. Però, posso dire, che se il destino dovesse riservarvi una vita interamente vissuta nel luogo di nascita, vi è andata bene di esser nati a Livorno, perché sareste potuti nascere in un paesino sperduto del Nord Italia, abitato da poche anime e cullato dalla orribile nebbia.
Tutti d'accordo? Perfetto.

ph. Daniele Salvato
La nostra città di mare rimane sempre la stessa dopo anni. 

lunedì 24 agosto 2015

Michael Marini e i suoi racconti "Instabili"

L'estate 2015 volge al termine.
Lo so è triste, la malinconia è inevitabilmente nell'aria e ci entra dentro. Che vi piacciano i caldi (bollenti, direi) mesi estivi o meno, questa sensazione non potete non provarla.
Ma siete felici, con l'avvicinarsi dell'autunno Livorno Artistica riprenderà a macinare pagine e pagine su questo blog presentandovi nuovi creativi e tenendovi aggiornati su quelli già conosciuti!
Oggi è la volta di un giovane scrittore. 
Micheal Marini ci parla di sé e del suo primo libro, "Instabili".
Seguitelo sulla sua pagina ufficiale (clicca qui) e leggete la sua ascesa al mondo della creatività.

Mi chiamo Michael Marini, sono nato a Livorno nell'agosto del 1992, da padre livornese e madre dominicana. Non mi sono mai mosso da qui, per ora, fatta eccezione per qualche viaggio. In questa città sono cresciuto e mi sono avvicinato, sin dalle elementari, al mondo della letteratura.
Il primo libro più “impegnativo” che ho letto, dopo i vari Capitan Mutanda e libri per bambini in generale, è stato Harry Potter e la pietra filosofale. Oltre al mondo dei libri, alle medie, mi sono tuffato nel circolo della musica, interessandomi soprattutto al mondo del rock e a tutte le sue sfaccettature. 



In piena età adolescenziale e ormonale, forse distratto dallo sport (ho praticato la lotta libera a livello agonistico per una decina di anni, raggiungendo risultati anche a livello nazionale), dalle ragazze e da una scuola che poco ci combinava (mi sono diplomato all'ITI Galileo Galilei come perito elettrotecnico), mi sono un po' distaccato da quegli interessi, mettendo da parte temporaneamente la mia sensibilità artistica.

È esattamente nell'estate dell'anno dopo la maturità che la mia avventura inizia. In quel periodo non ero proprio il fior fiore dell'allegria. Non riuscivo a trovare un lavoro ed ero da poco uscito da una relazione di due anni. Ero incazzato con il mondo, con la società, non capivo cosa avevo di meno degli altri e perché ero così malinconico. Insomma, iniziai, per la prima volta, a pensare seriamente alla vita da un punto di vista più grande, quasi universale. Molte domande mi sorsero spontanee nella testa: Perché esistiamo? Perché dovrei vivere come un cane mentre altri se la spassano? Che giustizia è mai questa? Le classiche domande pseudo esistenziali.

venerdì 31 ottobre 2014

Un libro per un sorriso - Diego Collaveri per i bambini dell'Etiopia

Diego Collaveri, scrittore, sceneggiatore e artista poliedrico livornese, dal 1992 al 2000 lavora in campo musicale come chitarrista (in tour ed in studio) e arrangiatore, con collaborazioni per EMI music.
Nel 2000 l’evoluzione creativa lo porta verso la scrittura, confrontandosi nell'ambito del circuito dei concorsi di poesia e narrativa, da cui arrivano, fin da subito, riconoscimenti e le prime pubblicazioni.


Nel 2001 si affaccia alla sceneggiatura, prima nella commedia teatrale e l’anno successivo nel cinema breve, per poi arrivare a dirigere il primo cortometraggio, con cui vince il concorso Minimusical indetto da La Repubblica e la casa di produzione Fandango, con cui successivamente collabora. 

Per implementare le conoscenze registiche intraprende un percorso didattico/formativo con vari registi italiani (Paolo Virzì, Davide Ferrario, Ruggero Deodato, Francesco Falaschi, Umberto Lenzi) e studia storia della cinematografia, lavorando, al tempo stesso, dietro le quinte di alcune compagnie di musical. 

Nel 2003 fonda la Jolly Roger productions, etichetta indipendente per la produzione di cortometraggi e video di spettacoli live, che gli vale numerosi passaggi in reti locali ed un contratto con la EMMEFILM per la distribuzione in esclusiva di alcuni prodotti. 

venerdì 10 ottobre 2014

Bio Style in Livorno#4 - Where is the love for Livorno ?

Il nuovo appuntamento con la rubrica di Matteo "Bio" Matteucci, naturalmente senza peli sulla lingua!
Fateci sapere che ne pensate!



Ogni volta che mi ritrovo a camminare sulla terrazza mascagni mi chiedo perchè non buttano giù tutto e ci fanno un campo da arare o un maxi parcheggio o anche una bella rotatoria tanto non è che si perda qualcosa visto lo stato in cui versa.
A parte le palle dei lampioni messe di fresco, la base è mangiata dalla ruggine e dai lucchetti. Una zona sottoposta alle mareggiate, andrebbe curata di più, ma il comune non ha soldi ( E' nova ) Anche la mancanza di voglia gioca un ruolo fondamentale. Sulle aiuole ogni tanto si trova un tarpone stecchito, vari escrementi di cane e se ti addentri di più fra le tamerici trovi pure i preservativi e chiaramente i tappi delle bottiglie di birra, ovviamente.


Singolare e quanto mai assurda la storia di questa catena. Dopo segnalazioni anche su "Combattiamo il degrado di Livorno" visto che nessuno si è mosso, mi armai di seghetto e la tolsi. Il tutto in 20 secondi.

giovedì 25 settembre 2014

Bio Style in Livorno#3 - Anarchia Urbanistica Livornese

Continua la rubrica più BIO di Livorno di Matteo Matteucci.
Pensieri, parole e immagini sulla nostra pazza città.

Soffri di vescica sensibile e magari hai un po' di mal di schiena??? NON andare in città, resta sul lungo mare o meglio se stai a casa in poltrona.
Se hai la sfortuna di dover percorrere alcune vie di Livorno oltre che tornare a casa con la testa dolente, il sedere ammaccato ed i carichi pendenti in fluttuazione ti ritroverai a dire :" ma dove siamo, in che anno siamo ?"
Eh si poichè le nostre strade sembrano mulattiere dell'anno 1000.
Sono mal curate, mal gestite, rotte e disastrate.
Cartelli della CLC che mettono radici, transenne lasciate per mesi.
Da non scordare la scritta STOPPE sull'asfalto di via della posta. GENIALE.


Bio Style in Livorno#2 - Arenili questi sconosciuti

Il nuovo appuntamento con la rubrica di Matteo "Bio" Matteucci.
Pensieri, parole e immagini su Livorno.



Di solito si usa chiamarle spiagge, ma considerando la loro estensione sarebbe più giusto denominarli giardini zen da tavolo. Durante l'estate vengono presi letteralmente d'assalto da eserciti di bagnanti di mezza Toscana e da qualche straniero che non volendo pagare il biglietto degli stabilimenti (giustamente, visti i prezzi da urlo (NdA) per bagnarsi e rinfrescarsi finiscono in quei pochi metri di rena.  Ci vorrebbe l'elimina code.
I più intraprendenti si piazzano sugli scogli.


mercoledì 17 settembre 2014

Bio Style in Livorno#1 - Livorno con gli occhi di un ghiro

Quest'oggi, diamo il via ad una rubrica  ( a cadenza imprevedibile!) in collaborazione con Matteo Matteucci, scrittore e fotografo. 
Pensieri, parole e immagini sulla nostra città.
Perché "Bio"? Perché Bio, oltre ad essere il soprannome di Matteo, è molto simile alla parola somala "Byio" che significa acqua. E come l'acqua, che scava nella pietra, Matteo, con le sue parole scava nell'animo livornese.

Livorno con gli occhi di un ghiro.



Una battagliera, proletaria, portuale città che si affaccia sul Tirreno.
Se si sporge dell'altro si bagna i piedi e le mutande .
Regna il libeccio, il cacciucco, il Boia dè, il Pisa Merda ed il 5e5 con le melanzane.

sabato 26 luglio 2014

Chiedilo a un creativo: Monica Peccolo

Questa volta per Chiedilo a un creativo abbiamo fatto una chiacchierata con la scrittrice e amica Monica Peccolo (visita la sua pagina sul nostro sito - clicca qui)

Cosa significa essere un creativo?
Vivere con i piedi per terra e la testa in mezzo alle nuvole, nei momenti che puoi permetterti di farlo.



Scrittori si nasce o si diventa? Parlaci della tua passione per la scrittura.


Penso entrambe le cose. La scintilla o il talento, come lo vuoi chiamare, in qualunque campo artistico viene da una passione: la lettura, la musica, la forma artistica verso la quale una persona si sente più portata. Questa da sola non basta, se non in casi davvero eccezionali, deve essere accompagnata da uno studio, un perfezionamento continuo, un allenamento


costante.

mercoledì 14 maggio 2014

Chiedilo a un creativo: Alice Del Corso

Oggi ospitiamo sulle nostre pagine, il breve botta e risposta con Alice Del Corso. (vedi la sua pagina sul nostro sito - clicca qui)
Chi è? Beh, permettetemi due parole in più, perché un po' la conosco.
E' una ragazza con le palle, pronta a tutto per seguire la sua passione creativa.
Per lei abbiamo aggiunto una domanda "bonus", perché da poco la sua (ad oggi...)  più grande "creatura" artistica (il cortometraggio Suspensum) ha finalmente visto la luce.
E' stato proiettato al "Valdarno Cinema Fedic" e presto sarà visibile anche a Livorno.
Io l'ho visto prendere vita alcuni anni fa, ad un corso di sceneggiatura e so quanto tutti i ragazzi che ci sono stati dietro (il regista Filippo Morelli in primis, ma non solo.. non sto a citarli tutti perché se volete saperne di più, dovete visitare la loro pagina ufficiale) hanno dovuto faticare per giungere l'ambito traguardo finale.
Un bell'insegnamento che va tenuto sempre bene a mente: LIVE THE DREAM!
Buona lettura!

Perché Livorno è Artistica?
Non credo ci sia un motivo preciso a renderla così. Livorno è una città d’arte per eccellenza, lo è sempre stata, fin dal suo sbocciare. Non sono soltanto il sole, o il mare, a renderla magica. E’ come se ad ogni boccata d’aria si respirassero idee. Ci sono così tanti pensieri creativi in queste strade, come se la sua latitudine la rendesse una calamita per l’arte. E’ sempre stata piena di pittori, musicisti, attori, registi, scrittori, sceneggiatori. 
Per me è come un vaso di Pandora tutto da scoprire. 


Cosa significa essere un creativo? 
Significa dover tenere duro. La creatività è una gran bella forma di espressione e ognuno può svilupparla a suo modo, ma vivere di creatività è tutta un’altra cosa. Il mestiere del creativo non è così semplice, perché ogni giorno ti trovi a dover fare i conti con diversi problemi: da chi pensa che il tuo non sia un vero lavoro, a chi ti scavalca solo perché ha le raccomandazioni. 
Aggiungerei anche che lo Stato non crede più molto nei suoi stessi creativi, visti tutti i tagli alla cultura che continua a fare, costringendo sempre più giovani a cercare meriti altrove invece che nella loro patria. L’importante comunque, sia che uno abbia o meno la possibilità o il coraggio di andarsene, o di restare, è credere sempre in se stessi e non smettere mai di lottare per ciò che si vuole realizzare. 
Soltanto così, forse un giorno riusciremo a saltare fuori dal mucchio.


Quali progetti hai in mente, e quali sono quelli che sogni di realizzare prima o poi?
Di progetti ne avrei in mente molti. Ho un libro che aspetta di essere finito, un sacco di script su cui lavorare e la sceneggiatura di un lungometraggio nata da un’idea di Filippo Morelli. 
Attualmente con altri ragazzi di Roma stiamo sviluppando la puntata pilota di una web series con effetti visivi 2D e 3D basata sui supereroi. Ognuno ha assunto un suo ruolo e io mi sto occupando della sceneggiatura. Ci sono ancora parecchie cose su cui lavorare, ma confido che riuscirà a vedere la luce in modo che potremo poi proporla a dei finanziatori.
Mi piacerebbe anche molto lavorare a un progetto di fantascienza tutto mio. Chissà, magari un giorno…




Cosa manca a Livorno per essere consapevole della propria ricchezza artistica e creativa?
Livorno è una città controversa. Pronta a criticare le sue manchevolezze, facendo però poco, o a volte addirittura niente, per migliorarle. Io penso che si debba essere sì critici nei confronti del “nuovo”, perché le critiche costruttive aiutano sempre a vedere le cose da un’altra prospettiva per poter migliorare e progredire; ma se a farle sono persone che credono nella creatività e nell'arte, queste dovrebbero appunto avere anche una fase successiva, e cioè quella di rimboccarsi le maniche e cercare di fare di meglio. 
Si fa presto a dire “a Livorno non c’è niente”, se poi siamo i primi a contribuire perché il niente rimanga tale. Si critica gratuitamente chi cerca di fare, senza agire per portare in città la consapevolezza che l’arte non è solo intrattenimento. L’arte è anche cultura, è storia, è lavoro, è futuro. E solo quando i giovani livornesi “inconsapevoli” capiranno questo, Livorno tornerà di nuovo a splendere come un tempo.


Pochi giorni fa il cortometraggio "Suspensum" di cui sei sceneggiatrice, e interprete, è stato proiettato al Valdarno Cinema Fedic. Quali emozioni hai provato? Ti sei sentita ripagata del tanto tempo e sacrifici occorsi per la sua produzione? Quando sarà possibile vederlo anche a Livorno?
Suspensum è un progetto nato nell’inverno del 2011, durante un corso di sceneggiatura tenuto a Livorno. Sapevo che non era una sceneggiatura semplice da realizzare per molti motivi, non avevamo un budget né degli attori che potessero rendersi disponibili per intere giornate. Però nessuna delle persone che ci ha lavorato ha mai smesso di crederci. Ci siamo sostenuti a vicenda, ci siamo arrabbiati, consigliati, aiutati. Ma non ci siamo mai arresi. 

Io e Filippo abbiamo passato molte notti insonni cercando di portare Suspensum alla luce, lavorando sulla sceneggiatura per renderla più a nostra portata (economica), cercando di trovare un incastro per girare fra gli impegni di tutti, tagliando, discutendo, prendendo decisioni. Alla fine però, tutto questo impegno ha dato i suoi frutti e Suspensum è finalmente concluso. Vederlo proiettato su uno schermo cinematografico mi ha dato una delle soddisfazioni più grandi della mia vita. E’ stato come veder camminare qualcuno sulle sue gambe per la prima volta. E’ stato magico. Perché l’arte è proprio questo: anni di sacrifici per un incredibile momento di magia. Solo che quel momento vale tutto il resto, e anche molto, molto di più.
A Livorno lo vedrete presto, il 29 maggio al The Space Cinema di Livorno, Sala 2, ore 21.30. Stiamo ancora cercando sponsor che ci aiutino a raggiungere il budget per coprire tutte le spese di organizzazione. Sarà proiettato anche il backstage con interviste al cast e aneddoti sul progetto. 
Per chi comunque non potesse essere presente quella data, contiamo di replicare anche al Cinema di Castiglioncello mercoledì 4 giugno, sempre alle 21.30.
Quindi spargete la voce, e soprattutto non mancate!

martedì 29 aprile 2014

Chiedilo a un creativo: Barbara Goti

Nuovo botta e risposta con i nostri amici artisti. Stavolta è il turno di Barbara Goti, (Guarda la sua pagina su Livorno Artistica - clicca qui) autrice già di non 1, non 2, ma bensì già 3 libri... per ora!
Leggete please!

Perché Livorno è Artistica?
Perchè lo sono i livornesi. Perchè siamo gente che ha molto di dire a da dare. A volte questo "molto" si trasforma in un grido, in una bestemmia, in un insulto, ma altre diventa musica, poesia, pittura, letteratura, o anche un bouquet di fiori nel quale i colori sembrano rincorrersi, il graffito su un muro, un oggetto realizzato con materiali di riciclo. Come ho già avuto modo di dire nel mio "il tempo è un'invenzione": nessuno può definire l'arte, perché ognuno ne custodisce il proprio concetto. L'arte è dentro ciascuno di noi, e noi siamo Livorno.


Cosa significa essere un creativo? 
Credo che essere creativo significhi aver occhi per guardare, orecchie per sentire e cuore per essere. Credo significhi avere la capacità di osservare il cielo e immaginare il sole anche quando è coperto di nuvole e piove a dirotto.

Quali progetti hai in mente, e quali sono quelli che sogni di realizzare prima o poi?
Tra i progetti immediati c'è ovviamente un nuovo libro cui dedicarsi totalmente. Tra i sogni nel cassetto, invece,  ammetto di averne uno che quasi mi sento ridicola a confidare. Ma per Livorno Artistica non ho segreti: mi piacerebbe moltissimo che un regista realizzasse un film da uno dei miei libri. Il primo che ho scritto, per esempio, La colpa di vivere, ambientato nella mia Livorno, si presterebbe moltissimo, a detta di tutti coloro che lo hanno letto, a un'ottima sceneggiatura. Restiamo in attesa? Io sono un'ottimista...

Cosa manca a Livorno per essere consapevole della propria ricchezza artistica e creativa?
Giusto la consapevolezza di esserlo. Livorno non deve trincerarsi dietro luoghi comuni "che a tanto a Livorno non c'è nulla, solo il mare!". Livorno non deve scordare la propria meravigliosa natura cosmopolita dalla quale è nata, cioè quella capacità di accogliere e abbracciare culture e pensieri diversi e farli propri, amalgamandoli, affinché la completino, l'arricchiscano, la illuminino e le diano quel qualcosa in più che la rende diversa, né migliore né peggiore, ma comunque straordinariamente diversa da ogni altra città d'Italia. Siamo la città del cacciucco. Non dimentichiamolo mai!