lunedì 12 maggio 2014

Chiedilo ad un creativo#5 - Stefano Santomauro

In questa puntata di "Chiedilo ad un creativo" abbiamo scambiato il consueto botta e risposta con Stefano Santomauro, comico ospite fisso dello Zelig Lab di Livorno! (visita la sua pagina su Livorno Artistica - clicca qui)


Perché Livorno è Artistica?
Perché Livorno è una città piena di contraddizioni. Bellissima, particolare, sotto certi aspetti da fare invidia ad altre città del mondo. Ma nello stesso tempo è anche difettosa, insicura, ferma. Da tutti questi attriti, gli artisti, riescono a tirare fuori un messaggio. Che sia arte, cultura, teatro, cabaret, forme di espressione, musica o un bel fritto in riva al mare, l'artista, riesce a dare forma a ciò che forma non ha.


Cosa significa essere un creativo? 
Quand'ero piccolo tutti mi dicevano che avevo tanta fantasia. Da grande mi dicono che sono creativo. Il creativo è colui che vede nell'ovvio il non ovvio. E' come avere quattro occhi, quattro orecchie, due bocche e due nasi. Il creativo lavora sempre. Anche quando sembra che non faccia niente per mesi, in verità sta lavorando in silenzio... come la terra con il seme. Gianni Rodari amava chiamare questo periodo di tempo "incubazione". la mente cioè registra un'immagine che si deposita. Lavora, in silenzio, senza fretta. Poi un bel giorno eccola venire fuori, pronta per essere fatta vedere, per essere raccontata. Personalmente amo il surreale in ogni sua forma. Prendere la realtà delle cose di tutti i gironi e farne una nuova, mai creata prima! Una vera emozione, credetemi!

Quali progetti hai in mente, e quali sono quelli che sogni di realizzare prima o poi? 
Tanti! Pensate che giovedì 15 maggio alle 21,30 presso il Centro Artistico il Grattacielo porto in scena per la prima volta il mio spettacolo METEOROPATIKO e già penso al prossimo! Voglio portare un leone vero nei teatri! Non sto scherzando... Vedremo.  Comunque ho già diverse date per questo spettacolo a Livorno e Provincia. Sono molto contento! E' appena terminato l'anno del Laboratorio di Zelig e quello del Chimera Arezzo Cabaret per la Ridens Factory. Autori e addetti ai lavori mi riempiono di complimenti e la cosa non può fare altro che farmi piacere. 
Altri progetti con quei matti dei Camminatori Folli: abbiamo un'altro viaggio in mente da fare a fine giugno! Ma è ancora presto per parlarne... Ne vedrete delle belle! Per il resto devo dire che sono molto felice dell'accoglienza dei livornesi nei miei riguardi. Sono tutto sommato un "nuovo" e la mia comicità non è propriamente livornese, ma ho trovato tanta gente che apprezza quello che propongo! Quindi la strada è giusta!

Cosa manca a Livorno per essere consapevole della propria ricchezza artistica e creativa?
L'apertura! Questa città vive con il freno a mano sempre tirato. Ma l'arte non può vivere in questo modo: ha bisogno di movimento. Purtroppo non è sempre facile trovare spazi creativi: i posti sono pochi e spesso occupati all'infinito dai soliti noti. E' il discorso che facevo all'inizio dell'intervista. E' nel "movimento", nel "ricambio", nel "confronto" che troviamo la forza di creare! "Il solito, grazie!" non porta da nessuna parte.

Nessun commento:

Posta un commento